Educazione del bassotto: metodi gentili per una testa dura
Educare un bassotto è un'arte di negoziazione. Non si tratta di imporre, ma di convincere: rendere conveniente ciò che chiediamo e poco interessante ciò che vogliamo evitare. Chi parte con questa mentalità ottiene risultati sorprendenti; chi si aspetta un cane che obbedisce al primo comando rischia di sentirsi sconfitto nel giro di una settimana.
Abbiamo raccolto in questa guida gli esercizi e le strategie che funzionano meglio con i bassotti della nostra zona, affrontando uno alla volta i temi che ci vengono chiesti più spesso: il richiamo, l'abbaio, lo scavo, la pipì fuori casa, il guinzaglio e la solitudine. Per problemi seri di comportamento consigliamo sempre di rivolgersi a un educatore cinofilo qualificato.
Un'avvertenza prima di cominciare: con il bassotto i progressi non sono mai lineari. Ci saranno giorni in cui il richiamo funziona alla perfezione e giorni in cui sembra che il cane non abbia mai sentito il proprio nome. È normale, e non significa che il lavoro sia stato inutile. Le giornate ventose, gli odori forti della stagione degli amori, la stanchezza o un periodo di crescita influiscono sulla concentrazione. Tieni un piccolo diario degli esercizi, annotando cosa funziona e cosa no: dopo qualche settimana rileggendolo ti accorgerai di quanta strada avete fatto insieme, anche se giorno per giorno non sembrava.
Tre principi prima di cominciare
Primo: sessioni brevi. Il bassotto si annoia in fretta, e cinque minuti di esercizio concentrato valgono più di mezz'ora di ripetizioni stanche. Meglio due o tre momenti brevi al giorno, magari prima dei pasti, quando l'interesse per i premi è alto.
Secondo: premi che valgono. Una crocchetta qualsiasi può non bastare a convincerlo a lasciare una traccia di lepre. Tieni una scala di premi, dal semplice complimento al bocconcino speciale, e usa i migliori per gli esercizi più difficili. Terzo: coerenza. Se il divano è vietato, lo è per tutti in famiglia, sempre. Un bassotto trova in un attimo la crepa nelle regole.
Il richiamo: farlo tornare quando lo chiami
Il richiamo è l'esercizio più importante e, con il bassotto, il più impegnativo. Il suo naso lo porta lontano, e quando ha imboccato una pista il mondo esterno sparisce. Per questo il richiamo va costruito con calma, partendo da situazioni facilissime e alzando la difficoltà poco alla volta.
Comincia in casa: pronuncia il suo nome seguito da una parola scelta, come vieni, e quando arriva festeggia con un premio eccellente. Ripeti in giardino, poi in un parco recintato, poi con una lunga lunghina in un prato aperto. Non chiamarlo mai per qualcosa di sgradevole, come il bagno o la fine del gioco: la parola deve significare sempre una bella notizia.
La lunghina, alleata preziosa
Una corda leggera e lunga agganciata alla pettorina ti permette di esercitare il richiamo all'aperto senza rischi. Se il cane non torna, non tirare: avvicinati, raccogli la corda e riprova in una situazione più semplice. Nei boschi sopra Faloppio, dove gli odori di caprioli e cinghiali sono fortissimi, la lunghina resta per molti di noi un accessorio permanente.
Gestire l'abbaio senza spegnerlo
Il bassotto abbaia per segnalare, per chiedere, per frustrazione, per noia. Prima di intervenire chiediti quale di questi motivi stai osservando. L'abbaio al campanello si gestisce diversamente da quello rivolto alla finestra o da quello che parte quando il cane resta solo.
Per l'abbaio di segnalazione funziona molto bene il ringraziamento: quando il cane abbaia al rumore, vai a controllare, digli grazie con tono tranquillo e richiamalo a te per un premio. Stai comunicando che hai preso in carico la situazione. Urlare, invece, viene percepito come un abbaio di rinforzo, e il cane si convince che stiate abbaiando insieme.
La finestra sulla strada
Molti bassotti scelgono una postazione di vedetta e commentano ogni passante. Una pellicola opaca sulla parte bassa del vetro, o spostare il divano che fa da trampolino, riduce gli stimoli in modo drastico. Meno occasioni di abbaiare significano anche meno abitudine all'abbaio.
Scavare: dare una regola all'istinto
Lo scavo non è un dispetto, è un bisogno profondo legato alla storia del bassotto come cane da tana. Vietarlo del tutto crea frustrazione; meglio incanalarlo. La soluzione che consigliamo a chi ha un giardino è la buca autorizzata: un angolo delimitato, con terra morbida o sabbia, dove nascondere giochi e premi da far ritrovare.
Quando il cane comincia a scavare altrove, interrompilo con un suono neutro e accompagnalo alla sua buca, dove trova subito qualcosa di interessante. In poche settimane la maggior parte dei bassotti capisce dove conviene scavare. Per chi vive in appartamento, una scatola piena di stracci annodati o un tappeto olfattivo fanno lo stesso lavoro.
Pipì fuori casa: pulizia senza stress
Il bassotto ha fama di essere lento a imparare la pulizia, soprattutto nelle giornate piovose, quando uscire sembra un sacrificio insopportabile. La chiave è la regolarità: portarlo fuori subito dopo il risveglio, dopo i pasti, dopo il gioco e prima di dormire, sempre nello stesso punto.
Quando la fa nel posto giusto, premialo subito, sul momento, non al rientro in casa. Se trovi un incidente sul pavimento, pulisci con un detergente enzimatico che elimina l'odore e non sgridarlo: il cane non collega il rimprovero a qualcosa avvenuto minuti prima. Un ombrello e una mantellina per lui aiutano molto nelle settimane di pioggia tipiche della nostra zona.
Camminare bene al guinzaglio
Un bassotto che tira non è solo fastidioso: per la sua schiena è anche poco salutare, come chiarisce la pagina dedicata a schiena e salute. L'obiettivo non è un passo militare, ma un guinzaglio morbido, a forma di sorriso, tra la tua mano e la pettorina.
Il metodo più semplice è quello dell'albero: quando il guinzaglio si tende, ti fermi e aspetti. Appena il cane allenta la tensione, anche solo voltandosi verso di te, riparti. All'inizio farete pochi metri in dieci minuti, ma il bassotto capirà presto che tirare non lo porta da nessuna parte. Lascia comunque spazio per annusare: per lui è come leggere il giornale.
Cambiare direzione
Un esercizio complementare consiste nel cambiare spesso direzione con allegria, chiamando il cane e premiandolo quando ti segue. Così il bassotto impara a tenerti d'occhio, perché non sa mai dove andrai dopo.
Imparare a restare solo
Il bassotto è molto legato alla famiglia e la solitudine può pesargli. L'abitudine a restare da solo va costruita con gradualità, idealmente fin dalle prime settimane in casa: prima pochi secondi dietro una porta chiusa, poi qualche minuto, poi più a lungo, sempre tornando prima che il cane si agiti.
Le uscite e i rientri devono essere eventi banali: niente saluti drammatici, niente feste esagerate al ritorno. Prima di uscire una passeggiata e un gioco olfattivo aiutano a scaricare energia. Un gioco riempibile da leccare, dato solo quando esci, crea un'associazione positiva con la tua assenza.
Quando chiedere aiuto
Se il cane ulula a lungo, distrugge porte o si fa pipì addosso ogni volta che resta solo, potrebbe soffrire di ansia da separazione. In questo caso servono un educatore cinofilo e, se necessario, il veterinario comportamentalista.
Seduto, terra, aspetta: le basi utili
Oltre al richiamo, alcuni esercizi di base rendono la convivenza molto più semplice. Il seduto aiuta nei momenti di eccitazione, ad esempio davanti alla porta. Il terra è utile al ristorante o dal veterinario. L'aspetta è prezioso per non far saltare il cane giù dall'auto o dal divano.
Si insegnano tutti con lo stesso schema: guida il cane nella posizione con un premio tenuto davanti al naso, premia nel momento esatto in cui la assume, aggiungi la parola quando il movimento è già fluido. Con il bassotto il terra a volte richiede pazienza, perché quel torace basso rende la posizione già vicina al suolo e poco evidente.
Errori frequenti da evitare
Ripetere il comando dieci volte insegna al cane che la prima, la seconda e la nona non contano. Punire fisicamente un bassotto ne rovina la fiducia e spesso peggiora il comportamento. Cedere ogni tanto, ad esempio dando un pezzo di cibo quando insiste a tavola, rinforza l'insistenza più di quanto si creda.
Un altro errore comune è sottovalutare la noia. Un bassotto che non ha nulla da fare inventa occupazioni, quasi sempre sgradite. Arricchire la giornata con giochi di ricerca e passeggiate varie previene molti problemi prima ancora di dover intervenire. Per conoscere meglio le motivazioni del cane, leggi la pagina sul carattere del bassotto.
Quando rivolgersi a un educatore cinofilo
Non c'è nulla di male nel chiedere aiuto. Un buon educatore osserva il cane nel suo ambiente, ti insegna a leggere i segnali del corpo, propone un programma personalizzato. È particolarmente utile in caso di ringhi, morsi, paure intense o reattività verso altri cani.
Diffida di chi promette risultati immediati o usa strumenti che causano dolore. Con il bassotto, più che con altre razze, la collaborazione si ottiene con la motivazione. Per le questioni pratiche della vita domestica, dalla convivenza con i bambini alla cuccia, trovi altri suggerimenti nella guida al bassotto in casa.
Scegliere e usare i premi nel modo giusto
Il bassotto è un critico gastronomico severo. Per lui una crocchetta sbriciolata non ha lo stesso valore di un pezzetto di pollo lesso, e saperlo permette di dosare le ricompense. Conviene preparare una piccola classifica: premi comuni per gli esercizi già consolidati in casa, premi speciali per le situazioni difficili all'aperto, il premio d'oro per il richiamo dal bosco.
I bocconi devono essere minuscoli, grandi quanto un'unghia del mignolo, così da non saziare né appesantire. E non tutto deve essere cibo: per molti bassotti un lancio della pallina, il permesso di annusare un cespuglio o una sessione di grattini dietro le orecchie valgono quanto un bocconcino. Alternare le ricompense mantiene vivo l'interesse ed evita che il cane lavori solo davanti al sacchetto.
Quando arrivano ospiti: saluti senza salti
Il campanello che suona è un evento che manda in fibrillazione quasi tutti i bassotti. Abbaiano, corrono alla porta, saltano sulle gambe di chi entra. Oltre a essere poco piacevole per l'ospite, il salto ripetuto sulle zampe posteriori non fa bene alla schiena. Conviene lavorare su un saluto alternativo, a terra.
Un metodo efficace è insegnare al cane ad andare sul suo tappetino quando suona il campanello, premiandolo lì con generosità. All'inizio si simula la situazione con un familiare che bussa più volte, poi si prova con un amico paziente. L'ospite entra, ignora il cane per qualche istante e lo saluta solo quando ha tutte e quattro le zampe sul pavimento.
Domande frequenti
A che età si comincia a educare un bassotto?
Dal primo giorno in casa, con giochi brevi e regole semplici. Il cucciolo impara moltissimo nelle prime settimane, purché l'esperienza resti piacevole.
Come insegno il richiamo a un bassotto?
Partendo da ambienti senza distrazioni, con una parola dedicata e premi eccellenti, poi aumentando gradualmente la difficoltà con l'aiuto di una lunghina.
Il mio bassotto abbaia sempre: cosa faccio?
Capisci prima perché abbaia, riduci gli stimoli dalla finestra, ringrazia per le segnalazioni e premia la calma. Urlare tende a peggiorare la situazione.
Come evito che scavi in giardino?
Offrigli una buca autorizzata con giochi e premi nascosti e accompagnalo lì ogni volta che inizia a scavare altrove. L'istinto resta, ma trova un luogo concordato.
Quanto tempo serve per la pulizia in casa?
Dipende dal cane: alcune settimane per molti, qualche mese per altri. Uscite regolari, premi immediati e nessuna punizione accelerano il percorso.
Posso lasciare il bassotto solo tutto il giorno?
Lunghe assenze quotidiane sono difficili per una razza così legata alla famiglia. Serve un'abitudine graduale e, se le ore sono tante, qualcuno che passi a fargli compagnia.
Socializzazione: il lavoro dei primi mesi
Il periodo in cui il cucciolo è più aperto alle novità è breve e prezioso. Fargli conoscere con delicatezza persone diverse, rumori di città, biciclette, ombrelli, cani equilibrati, superfici varie, prepara un adulto sereno. Con il bassotto, che tende alla diffidenza, questo lavoro è doppiamente importante.
Una passeggiata sul lungolago di Como in un giorno tranquillo, un giro al mercato del paese, una visita al veterinario solo per un biscotto e una carezza: piccole esperienze positive che si sommano. Evita invece di sovraccaricarlo, rispettando i suoi tempi e lasciandogli sempre una via di fuga.